Erasmo Ciufo è grafico e type designer, dal 2010 è anche docente in SPD. La sua specializzazione è il lettering e la brand identity. Ha lavorato per Carrera Sunglasses, Alemagna, Gruppo 24 ORE, Il Sole 24 ORE, Fratelli Orsero, Adidas Y-3 e SVLR, Plusdesign, ABOOK. È il fondatore della type foundy Hellotype e nel 2010 ha aperto il suo studio Lettergram.

Parliamo del tuo lavoro come type designer, un ambito di progetto iperspecializzato che racchiude una grande complessità. Quali sono stati gli spunti e le esperienze che hanno influenzato le tue esperienze?

Mi appassiona la capacità di un carattere di esprimere il sentore di un tempo. La tipografia olandese, ma anche il fascino per la calligrafia da artista di mio padre. La tipografia è un complesso sistema sintetico di valori. Nel disegno di caratteri è dimostrato che si migliora con il passare degli anni. Spero sarà così anche per me.

Da quale spunto sei partito per disegnare Choco, il carattere utilizzato nel 2012 per la mostra di SPD Out now?

Dai cartelli scritti a mano e dalle insegne vernacolari dei piccoli esercizi commerciali. Choco ha un segno calligrafico, educato dal disegno tipografico. Con Outnow ha trovato la sua dimensione ottimale.

Nella ricca tradizione di caratteri scritti ci sono modelli che ti hanno ispirato? Come hai utilizzato le possibilità Open Type?

Sono attratto dalle eccezioni, dalle imprecisioni e dagli stilemi superati delle epoche passate, oggi sono riconoscibili grazie alla tecnologia. Utilizzo l’opentype per legature e glifi alternativi. La ricchezza di un carattere sta nelle variabili proposte.

Anche nel tuoi progetti di branding cemerge spesso un approccio tipografico. Ti capita di proporre una font per una comunicazione corporate?

Ho cominciato a disegnare caratteri per esprimere al meglio i valori dei brand che progettavo. Il progetto di un logotipo procede verso la personalizzazione di una composizione tipografica, quello di un carattere verso l’uniformità di un sistema.

Progettare una font è sempre di più una questione di programmazione: come affronti questa parte del lavoro, in una dimensione “artigianale” come la tua?

È un aspetto importante. Se in passato la materia da scolpire era il piombo o il legno, oggi è il dato informatico. L’ingegneria è il motore di una font. Se un carattere non funziona, è la sua fine. Nella piccola realtà di Hellotype l’aiuto di tecnici specialisti è sempre ben accolto.