Nato in Guatemala, Luis Arrivillaga studia a Milano dove si trasferisce stabilmente dopo alcune esperienze a Seul e a Londra. Dal 2008 ha al suo attivo collaborazioni con il Centro Stile Alfa Romeo, Studio Lai, Flowserve, Atelier Biagetti, Universal Design, Nikid Design, Prospero Rasulo, MDF Italia, Made a Mano.

 

 

 

Con il tavolo Beam sei riuscito nel duplice intento di piegare la materia e far dialogare naturale e artificiale. Nuovo design è anche innovazione e il piano in Cristalplant che abbraccia la gamba in legno propone un disegno innovativo. Com’è nato il progetto? Questa soluzione è nata così o è il risultato di rettifiche?

Il Cristalplant mi ha offerto la possibilità di risolvere la funzione attraverso forme organiche. La caratteristica principale del pezzo è la continuità fra i due materiali che crea un legame non solo strutturale ma anche materico e cromatico che ne definisce l’estetica.
A livello concettuale ho portato dentro il progetto i principi dell’Universal Design. Ci sono tante persone che non riescono a vedere le forme attraverso gli occhi, anche semplicemente per distrazione o sovraccarico di stimoli. Per questo attraverso il linguaggio delle superfici ho cercato di creare una bellezza che può essere letta attraverso il tatto. Le diverse rettifiche e i cambiamenti che si sono resi necessari durante l’ingegnerizzazione  tecniche e di produzione non hanno cambiato l’es­senza del concetto.

Cosa c’è di riferimento ai grandi maestri nel tuo design?

Il riferimento piu grandi in questo progetto è questa citazione di Enzo Mari: “creare progetti non per l’uomo com’è, ma per l’uomo come dovrebbe essere”

Se oggi volessi sperimentare un nuovo materiale o una nuova applicazione, in che direzione andresti?

Senz’altro mi interessa lavorare con materiali naturali che non diventino un peso per l’ambiente. Per questo sono molto interessato al ve­tro.