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SPD alla “dream factory” di Alessi, mecca degli appassionati di design

SPD at Alessi’s “dream factory”, the place to be for students and design addicts

SPD alla “dream factory” di Alessi, mecca degli appassionati di design

Dopo il lancio del progetto FoodTools! in collaborazione con Alessi, il Master in Industrial Design ha visitato la sede dell’azienda, il produttore più innovativo e influente di prodotti per la casa.

Gli studenti del Master in Industrial Design accompagnati dal docente Valerio Sommella sono partiti ieri in direzione lago d’Orta per raggiungere la sede di Alessi a Crusinallo. Il pomeriggio è iniziato con la visita al museo dell’azienda ed è proseguito con un incontro con gli interlocutori del progetto FoodTools! lanciato di recente in collaborazione con l’azienda.
La curatrice del museo Francesca Appiani insieme a Stefania Ferrari ha introdotto la filosofia e lo scopo della raccolta che contiene 25.000 pezzi tra i quali prototipi, prodotti in produzione, articoli fuori catalogo, oggetti di provenienza diversa raccolti negli anni.
L’archivio procede per accumulazione e nel suo insieme racconta lo sviluppo dell’identità culturale dell’azienda. Francesca Appiani ha estratto dagli scaffali scorrevoli una selezione di oggetti altamente simbolici che rappresentano le diverse fasi nell’evoluzione di Alessi: dai vassoi degli anni cinquanta con le tradizionali decorazioni floreali prodotti con lo stampaggio a freddo dei metalli fino all’innovativa collezione di contenitori e oggetti per i ristoranti che Alberto Alessi, nipote del fondatore e oggi presidente, appena entrato in azienda nel 1970  aveva commissionato per la prima volta a designer esterni tra i quali Ettore Sottsass. Da questa prima importante collaborazione derivò un altro progetto, il Tea and Coffee Piazza, che rappresenta un vero punto di svolta per Alessi. Dietro suggerimento di Alessandro Mendini, l’azienda voleva tornare alle radici del design italiano che è stato creato come fenomeno internazionale da architetti. Così Alessi chiese a un gruppo di architetti di diverse provenienze di progettare un set per il tè e il caffè concepito come una piccola architettura. Nonostante le enormi sfide produttive, l’iniziativa incontrò grande successo e segnò un importante momento di trasformazione per l’azienda che iniziò la fondamentale collaborazione con Aldo Rossi e Michael Graves. Dagli anni novanta in avanti Alessi si è aperta a nuovi materiali e segmenti di mercato mentre proseguiva nella duplice missione di talent scout ed editore di prodotti disegnati dai nomi più celebri nel panorama mondiale. Oggi il catalogo Alessi conta circa 1.000 prodotti. Gloria Barcellini, responsabile del metaprogetto con Alberto Alessi, e Martin Gerst, product manager, hanno illustrato la cosiddetta “successful formula” che Alberto Alessi ha concepito all’inizio degli anni ’90: la formula rappresenta un’analisi retrospettiva dei fattori chiave per il successo dei prodotti e consente di derivare un punteggio finale che serve come base di valutazione per introdurre nuovi prodotti e formulare le previsioni di vendita.
Nel complesso questi criteri di riferimento riflettono la filosofia dell’azienda il cui focus è più sul linguaggio che sulla tecnologia. In particolare il fattore SMI, una sigla che sta per Sensorialità Memoria Immaginazione, indica chiaramente agli studenti l’area dove concentrare i propri sforzi nel mettere a fuoco i progetti del workshop FoodTools!: si tratta di sviluppare nuovi linguaggi che sappiano agganciare i nostri ricordi personali e la memoria collettiva per trasferire emozioni.

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