Design Talks

Francesco Faccin

Da una produzione una tantum a una grande produzione: Francesco Faccin sfrutta il design come occasione per entrare in tante avventure umane, sempre diverse. La sua esplorazione parte da piccoli progetti estremamente raffinati, per poi abbracciare soluzioni per il mercato di massa. Poiché il suo lavoro comprende sia l’attenzione all’industria che alla produzione artigianale, attraversa diverse aree del design: sociale, educativo, di ricerca e sperimentazione sui materiali. Il suo approccio, basato su una profonda conoscenza dei processi artigianali e sulla padronanza delle tecniche di disegno, è la chiave per comprendere tutta la sua indagine come designer.

Francesco Faccin ha iniziato a lavorare nel 2003, quando è entrato nello studio di Enzo Mari. Nel frattempo inizia anche una carriera indipendente come designer freelance, collaborando con aziende italiane e internazionali. In seguito viene attratto dall’autoproduzione, spesso in collaborazione con artigiani, come occasione per dare vita alle idee, controllando l’intero processo creativo. Nel 2007 espone per la prima volta al Salone Satellite, presentando il tavolo “Quadrato”, poi prodotto da Cosmit. Da allora la carriera di Faccin decolla e inizia a lavorare per aziende italiane e internazionali, come Tod’s, Saeco e Danese.

Partecipa alla creazione di 28 Posti, un bistrot di cucina contemporanea. Tavoli, porte e armadi sono stati progettati da Faccin e realizzati, a partire da materiali di recupero, dai detenuti dell’Istituto Penitenziario di Bollate, grazie alla ONG no-profit Liveinslums. Il suo lavoro è stato pubblicato su diverse influenti riviste di tutto il mondo, come Domus, Interni, Abitare e Intramuros.