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INVAD | LA PUBBLICITÀ ALLA CONQUISTA DI NUOVI SPAZI

INVAD | LA PUBBLICITÀ ALLA CONQUISTA DI NUOVI SPAZI

Sconsigli per gli acquisti. Il blog degli studenti di Advertising.

Invad è l’ultima frontiera della comunicazione pubblicitaria. Nasce dagli studenti del Master in Visual Design, nel corso di Advertising coordinato daPaolo Iabichino, direttore creativo di Ogilvy One.

La pubblicità è passata dalla persuasione alla pervasione, insinuandosi ovunque per trovare nuovi territori d’ascolto quando gli individui – i famigerati target – hanno imparato a svicolare, criticare, boicottare, scegliere in maniera diversa. A metà tra presa di coscienza e provocazione, Invad fantastica di profanare gli ultimi spazi ancora vergini, immaginando brand che si fanno largo all’interno di improbabili media che l’invasione pubblicitaria dei nostri giorni non ha ancora considerato, forse per pudore.

Tutte le idee degli studenti sono state raccolte oggi dentro un contenitore, il blog www.invad.it che continuerà a raccogliere stimoli e spunti di chi vorrà cimentarcisi, ma anche denunce e testimonianze di quanti vorranno pubblicare l’ennesima intrusione di un advertising sempre più in difficoltà.

I pubblicitari stanno precipitosamente cercando di intercettare il fenomeno, hanno coniato un nuovo lessico che parla di viral e guerrilla marketing. è incredibile come a volte le parole siano testimoni di un disagio: da una parte, viral sintetizza la nuova capacità dell’advertising di propagarsi attraverso il passaparola mentre, dall’altra, il vocabolario belligerante chiama guerrilla la battagliera resistenza degli addetti ai lavori per impedire ai target di guardare da un’altra parte.

Quindi, come insegnare advertising a giovani studenti che potrebbero diventare i direttori creativi di domani? A scuola si impara a fare advertising usando i registri più attuali. I fondamentali del design e del copywriting non cambiano, ma emergono nuove consapevolezze che passano dalla rete, dalle associazioni di consumatori, dai fenomeni di boicottaggio, dai movimenti nopub e da una convergenza mediatica sempre più diffusa che allontana il pubblico dai canali tradizionali.

I ragazzi, le persone – o peggio, i consumatori e i responsabili d’acquisto – sono sempre meno davanti a uno schermo e sempre più di fronte a un monitor o a un display, usano la rete per connettersi tra loro, per condividere e scambiare esperienze. A volte, un blog o un gruppo di discussione può condizionare un acquisto più di quanto possa fare uno spot o una doppia pagina.