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LE CITTA’ INVISIBILI

LE CITTA’ INVISIBILI

Fino al 9 marzo in Triennale un viaggio nelle città immaginarie di Calvino

di Fabrizio Montesanto, Master Visual Design

Nel marzo del 1983, durante una conferenza alla Columbia University, di fronte alla platea di studenti Italo Calvino si chiede e risponde: « …Che cos’è oggi la città per noi? Penso d’aver scritto qualcosa come un ultimo poema d’amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città».

Già vent’anni prima Calvino avevo espresso il timore di una sempre più difficile condizione della città moderna. Non sono poi così tanti gli anni in cui questo paese ha potuto respirare delle boccate di aria “buona” dai tempi della guerra. L’autore delle Città Invisibili, pubblicato nel 1972 da Einaudi, avverte il disagio di una ricaduta di valori nella frenetica vita urbana. Ispirato dal cuore malato delle vastissime realtà attuali, Calvino immagina le sue città, a volte migliori, a volte specchio fedele o caricatura dei nostri paesaggi metropolitani.

Oggi la Triennale di Milano ospita un percorso articolato, una mostra che raccoglie e interpreta in modo spesso visionario i luoghi raccontati da Calvino.Le Città IN/visibili che undici progettisti hanno reso in/VISIBILI induce a riflessioni su di un tema senz’altro attuale. Il vivere urbano troppo spesso nega ogni possibilità all’immaginario intimo delle persone. Uno spazio di libertà è invece irrinunciabile e a volte è così reale da generare veri e propri luoghi della mente, spazi costruiti a propria misura.

All’interno dei saloni della Triennale, il visitatore viene coinvolto in prima persona nell’itinerario attraversando fisicamente alcune opere-città. Una di queste è Leonia, la città immondezzaio; i suoi abitanti vivono col solo intento di scartare, giorno per giorno, ciò che si è consumato. Ne risulta una immensa discarica, di oggetti inermi e silenziosi che racchiudono in loro un’enorme forza di comunicazione.

Altre città vengono semplicemente osservate come in un viaggio in un mondo diverso. Cloe è una città brulicante ma silenziosa, la sua gente non proferisce parola ma nonostante questo tesse una fitta ragnatela di rapporti, consumati solo con la vista. Rapporti fugaci e privi del ricordo di uno sguardo. Su video la telecamera fissa i movimenti nervosi di occhi e palpebre che sembrano sbattere incontrollatamente senza che appartengano ad un viso. La camera inquadra ancora i suoi abitanti, gambe senza volto, in un frenetico via vai. Esitano un momento per riprendere poi verso una meta imprecisata. Cloe sembra vivere nell’immediatezza di un presente che diventa subito passato. La città non ha coscienza del futuro.

Una città che non ha porte e muri manca dei requisiti necessari perché possa definirsi tale. È solo un intricato sistema di tubature che portano acqua, collegate una varietà infinita di sanitari sospesi per aria. Eppure, tra questi oggetti, la città di Armilla si scopre abitata da alcune donne di bell’aspetto, forse ninfee, impegnate ininterrottamente in pratiche di toilette. Risaliti i tubi, trovano in questo singolare spazio un habitat congeniale.

Irene è la città acustica. È vista come un luogo privo di una vera identità. Appare dapprima dall’alto; il visitatore le viene misteriosamente spinto incontro e una volta arrivato, non la riconosce. La musica degli Afterhours che proviene da questa città è a tratti struggente, infuocata come le torce che ne delimitano il confine. Potente e compatta all’ascolto, perde man mano che ci si avvicina la sua qualità e si scompone fino a diventare indecifrabile. Il percorso della mostra si snoda fino all’esterno dove trova posto la città di Zenobia, la città sospesa. Un luogo inespugnabile, frutto di costruzioni sovrapposte che hanno finito col mascherarne il volto originario di città palafitta.

Le Città IN/Visibili, rivisitazioni degli originali frutto della penna di Calvino, sembrano rivestire il ruolo di sogni, prodotti più o meno inconsciamente dal cervello di ogni individuo. Riflettono forse una incongruenza congenita nell’uomo: un animale dotato di intelletto e per questo colpevole della sua stessa estinzione.

Le Città In/visibili
fino al 9 marzo 2003
Orario: 10.30 – 20.30, continuato, chiuso il lunedì
Triennale di Milano viale Alemagna 6
tel. 02-724341 fax 02-89010693

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