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LONDON DESIGN SHOW, MOLTO RUMORE..

LONDON DESIGN SHOW, MOLTO RUMORE..

Report di Giorgio Tartaro, Responsabile Didattica SPD, dall’evento londinese appena concluso.

Non certo per nulla, sicuramente tanto rumore, nel senso di battage, per gli eventi che hanno promosso Londra come temporanea capitale dell’Impero del design.

100% design, Design Festival e altre sigle importanti hanno attratto operatori, giornalisti, appassionati e curiosi delle belle forme e delle funzioni certe nella capitale della comunicazione, della grafica, della musica, dell’immagine, dell’architettura. Peccato che una volta giunti là, per coloro che sono abituati a farsi guidare nella piccola Milano da code, folle, stendardi e bandiere, si è palesata una sola, scarna, seppur bella guida.

La fiera a Earls Court, pur ben allestita, non ha vinto il paragone con nessun appuntamento italiano, avvicinandosi piuttosto ad appuntamenti transoceanici quali ICFF o quant’altro. Più interessante, sicuramente, Designers Block progetto Mazorca (che in parte avevamo potuto ammirare nella nostra piccola Milano allo spazio Consolo.
Più “avanti” di tutto, però, ci è sembrato il sopraffino ed elegantissimo charme degli show-room (da B&B di Pawson e Citterio alle installazioni, per noi ormai note, di Cappellini, e via dicendo).

Nemmeno la città, pur con interessanti mostre al museo del Design e alVictoria and Albert Museum ha saputo più di tanto partecipare a quello che è stato comunicato come primo embrione di forum mondiale del design. Il modello di Davos è lontano, la globalizzazione nel design ben lungi dall’esser combattuta da “designers-block”, con tante idee, poche in verità identificabili come veri prodotti. Londra è pur sempre Londra, ma Milano può dormire sonni tranquilli… forse, solo, sognare un po’ di più.

Giorgio Tartaro, giornalista, docente e Responsabile Didattica SPD