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OPEN LESSON: INTERIOR A MILANO

OPEN LESSON: INTERIOR A MILANO

Appunti per un itinerario tra gli spazi di retail, a cura degli studenti di Interior

di Cristian Riccardi, studente SPD

Un viaggio al centro del design di interni la giornata cha ha visto gli studenti del Master Interior in pellegrinaggio tra i più noti flagship milanesi. Per le vie del centro si passa dal nuovissimo B&B store ad Armani Store per approdare infine dadriade.

L’Open Lesson fa parte del corso di Patricia Viel, Studio Citterio&Partners, con la quale gli studenti stanno lavorando a un progetto di retail, appunto. Ma l’esperienza, senz’altro illuminante sia dal punto di vista del design degli spazi, è in grado di dire molto anche sulle tendenze emergenti nel furniture e nei complementi d’arredo. Negli showroom infatti non è distinguibile il confine tra la ricerca dei materiali per la produzione industriale e la sperimentazione formale che li valorizza negli spazi. In alcuni ambienti sono gli oggetti a raccontare una storia personale mentre lo spazio circostante ha lo scopo di enfatizzarla e lasciarla esplodere davanti agli occhi dei visitatori. In altri, la volumetria degli ambienti amalgama ogni forma e materiale in un discorso più’ ampio ed omogeneo: ogni singolo elemento partecipa alla costruzione e individua una specifica regola nella grammatica spaziale.

B&B Italia: non solo mobile
La progettazione dello store B&B enfatizza gli oggetti che il negozio espone creando degli spazi che ripropongono i momenti principali della vita in un ambiente domestico. La firma Maxalto, raccolta in un’area ben definita dello spazio, si evidenzia per i segni caratteristici di stile che la contraddistinguono anche nello showroom parigino. Un ampio soppalco che si affaccia sul vasto spazio principale è chiuso da alti parapetti che, insieme al soffitto basso, creano un’atmosfera intima e calda, ideale per gli arredi da letto presentati. La moquette rifinisce l’opera di costruzione dello spazio notte che si differenzia dagli altri dove si cammina su cemento nero e tirato.
Il compito di raccontare la storia e la mission dell’azienda è lasciato alla grafica che ricorre su verticali opache e trasparenti creando un gioco di sovrapposizione con gli arredi esposti. Un angolo del piano interrato propone un giardino con legno e luce intensa, senza piante pero’, come punto di arrivo dopo tappeti, poltrone e tantissimi oggetti per la casa.
Lo sforzo dell’azienda di reinterpretare la propria evoluzione traspare nel particolare riutilizzo di due precendenti negozi, ora fusi in un unico spazio, nei teli che filtrano la luce dei lucernai, nella ricostruzione delle stanze ideali, nel contrasto fra l’utilizzo di materiali poveri come il ferro ed il cemento ed insieme puliti e semplici come il cristallo e la ricca presenza di mobili caratterizzati da ricerca formale e ricchezza di contenuti.
Tanto basta per parlare di shopping experience? L’interazione con il visitatore è ancora statica e la grafica non riesce a farsi carico di tutta la comunicazione.

Armani Store: eleganza e forza
Entrando si rimane abbagliati dal bianco candido che caratterizza ogni superficie. Dal pavimento al soffitto fino alle pareti, a parte qualche eccezione, la luce bianca disegna forme e spazi. Fra i vari piani si distribuiscono, collegati da scale mobili, abiti, hi-fi, piante, dolci, arredi, oggettistica. Non manca un noto ristorante giapponese con sushi bar dove sfogliare comodamente i libri di architettura e design acquistati al primo piano.
Gli spazi sono ampi nella zona centrale di passaggio e piu’ raccolti nelle aree espositive dove fra mensole illuminate e tappeti trovano vita stili e generi differenti. Rispetto al B&B store, qui la matrice di partenza è la visione del centro commerciale: un grande schermo con le sfilate della griffe e vari negozi attorno alle scale mobili che disegnano uno spazio aperto e libero.
I progettisti hanno voluto riflettere in questi ambienti la qualità e la ricerca formale che contraddistingue le collezioni Armani: i giochi d’acqua e la disposizione delle piante nel negozio di fiori ricordano un giardino orientale, invitanti cioccolatini si accompagnano a confetture nello spazio dedicato al dolce. L’esagerato spazio dedicato a lettori DVD e schermi ultrapiatti esaspera la tecnologia che il design nasconde.

dadriade: un mondo nuovo
Dopo aver visitato B&B e lo store Armani, il negozio di Driade profuma di bottega. Spazi lunghi e stretti portano in aree retrostanti piu’ ampie dove oggetti di design sono protetti da soffitti che portano affreschi e pitture del secolo scorso. Un contrasto che porta ad apprezzare ancor di più la preziosità degli ambienti e la semplicità sperimentale di nuove forme e oggetti.
Anche qui piccole isole ripropongono i momenti di una cena o un improvvisato giardino nel cortile del palazzo che accoglie il negozio. Si respira design, ma nei corridoi la luce, proveniente da innumerevoli sorgenti espressioni di differenti stili, sembra combattere per farsi spazio nella confusione delle forme e dei colori.
Nel negozio l’esposizione è talmente raccolta e fitta che in ogni direzione si volti lo sguardo qualcosa sicuramente catturerà l’attenzione. Quando poi si esce non si ricorda quasi nulla ma nelle nostre mani c’è già stretta una shopping bag. Dicembre, tempo di regali.

a cura di Cristian Riccardi

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