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Una parola con Alessandro Stabile

Una parola con Alessandro Stabile

Alessandro Stabile, Designer e Art Director, SPD alumnus Master in Industrial Design 2009.

Progettare sedie e tavoli in questi tempi difficili. Qual è il valore e l’attualità di questa collezione per Belca?

Belca si occupa di arredi per la collettività, prodotti pensati per i luoghi pubblici in cui si gode dello stare insieme. Spesso in passato chi arredava questi spazi selezionava oggetti poco curati, scelti unicamente pensando alla loro resistenza ed il budget a disposizione. Il mio lavoro è stato quello di progettare sedute con un’estetica gentile e sincera, ma al contempo estremamente resistenti e con un prezzo molto competitivo. Puntare sulla qualità e non più sulla quantità sarà sempre più necessario nel nostro futuro.

Come descrivi il lavoro del designer e nello specifico il tuo lavoro?
Il designer, ancor prima di occuparsi degli oggetti (forma e funzione), ha a che fare con le persone e i loro comportamenti. E i comportamenti delle persone derivano dalla loro cultura, ma soprattutto dalle paure e dai desideri. Per questo penso che il ruolo del designer sia ora più necessario che mai. Io ho sempre riassunto il mio lavoro in 3 parole chiave: innovazione, etica ed eleganza.

Com’è la tua stanza di lavoro oggi?
E’ la stessa di sempre perché il mio studio e la mia casa sono sempre stati un tutt’uno. La stanza è luminosa, ricca di piante, libri e oggetti ben disegnati: circondarsi di bellezza è fondamentale, è terapeutica ed educativa.

Un oggetto da inventare o riprogettare.
In questo momento dobbiamo riprogettare il futuro. Immaginare un futuro diverso è la definizione di speranza, la cosa di cui abbiamo più bisogno ora. Il periodo che stiamo vivendo è un incredibile accelerazione verso il cambiamento: un cambiamento che già prima di questa pandemia era necessario ma che, senza la paura, forse non avremmo mai avuto il coraggio di attuare.

Cosa può fare il sistema design?
Progettare di più per produrre meno, ma soprattutto concentrarsi sulla comunicazione per far capire alle persone che è meglio comprare un prodotto di qualità che dura decenni piuttosto che cambiarne uno ogni tre anni, che bisogna valorizzare i materiali e lavorazioni che mettono in luce la sapienza dell’uomo, che un nuovo prodotto ha senso solo se aggiunge qualcosa di inedito al mondo e non se è semplicemente una variante di ciò che già esiste… E infine che circondarsi di bellezza e qualità è educativo: sarà poi difficile tornare indietro.

Un consiglio per chi terminerà gli studi a inizio 2021
In questo momento più che mai avere una visione è forse più importante che avere esperienza. Quindi abbiate il coraggio di cambiare il precostituito. Serve un metodo e la testardaggine per attuare questo cambiamento. In una parola: energia!